Ritorno a Zannone - dal diario di una botanica del PonDerat

Un cappero si gode la vista di Palmarola all'orizzonte (foto Emanuela Carli)

20 luglio 2020

Finalmente! Dopo tanti mesi di assenza e una pandemia che pian piano, nonostante l’entusiasmo, mi aveva convinto che quest’anno difficilmente saremmo tornati ad avere quegli orizzonti negli occhi, tra l’incertezza del mare e la nostra incredulità: ce l’abbiamo fatta. La nostra tenacia è stata premiata. Siamo tornati sulle isole!

C’è un recinto da costruire, un recinto che invece di catturare qualcuno o qualcosa all’interno, aiuterà a proteggere una parte di quella lecceta così preziosa che vive a Zannone, impedendo l’accesso ai mufloni. Questo ci consentirà di osservare l’evoluzione della vegetazione, e ci mostrerà come potrebbe essere il suo futuro in un cotesto completamente naturale. Ma questo non è un post specifico sull’avanzamento dei lavori, ci sarà tempo per farlo. Adesso preferisco condividere un po’ della bellezza che ci ha accolto. Quella meraviglia che ogni volta sembra aspettare solo noi e che ogni volta si mostra con un volto diverso, donando pensieri positivi a chi li sa ricevere. Questa volta con una magnifica fioritura di mirto! Camminando per la lecceta: lentisco, erica, corbezzolo e piccole plantule di leccio trovate nell’area che verrà recintata ci fanno ben sperare per il futuro. La stessa rigenerazione ci raccontano anche i colleghi che erano su Palmarola, le piante stanno mostrando la loro capacità di resilienza!

E comunque c’è scappato pure un rilievo di falesia costiera con Limonium.

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